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Un grido di dolore per il maschio che non c’è più o, quando c’è, fa finta di niente.
Ragazze e donne che si sentono femministe, indipendenti e adulte, ma vorrebbero anche che, ogni tanto, il primo passo lo facesse lui.
Che lui fosse così carino da fare la prima telefonata, da fare il primo invito a cena, e addirittura, perché no, comprasse ogni tanto un fiore, un presente, un pensiero.
E invece gli uomini mostrano un atteggiamento cameratesco, trattano le donne come un cassonetto psichico dentro cui riversare la mondezza delle proprie frustrazioni e insicurezze.
E soprattutto, è come se avessero perso completamente una lingua, una grammatica, un codice, non sanno più corteggiare una donna. Di fronte a questo analfabetismo sentimentale cosa devono fare le donne? Pensare che si stava meglio quando si stava peggio? Sognare il maschio-maschio, il camionista che non perdona, lo stallone della porta accanto?
Oppure cercare di risvegliare lui dal sonno comatoso e opportunista in cui si è rifugiato! questo gruppo, liberamente ispirato dal libro di Berarda del Vecchio propone una terapia shock
per i maschietti...: «Smettila di parlarmi, tesoro, sdraiami»
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